IL PUNTO n. 1024 DEL 28 NOVEMBRE 2025
di MARCO
ZACCHERA
Per
scrivermi o contattarmi: marco.zacchera@libero.it
Numeri
arretrati sul mio sito www.marcozacchera.it
AI LETTORI
Ogni anno a
fine novembre un numero de IL PUNTO è diverso dagli altri perché - anziché
parlare di politica - ospita il consueto “report” del VERBANIA CENTER,
quest’anno arrivato a 44 anni di attività in giro per il mondo.
Grazie se
darete un’occhiata e doppi ringraziamenti anche a chi volesse dare una mano
“concreta”
come indicato… somme che sono anche fiscalmente detraibili, cosa volete di più
?!
Grazie a
tutti - mz
………………………………………………………………………………………….
il nostro motto (in Kiswahili) : “ KABA KUKUNA ANDU” (“E’ MEGLIO FARE DEL
BENE”)
2025 : VERBANIA CENTER – RELAZIONE DEL 44° ANNO
Cari amici,
Nel
tumultuoso correre del tempo il “Verbania
Center” ha intanto compiuto i 44 anni e da ormai 15 anni opera
come autonomo Fondo inserito all’ interno della “Fondazione Comunitaria del VCO”
di cui dobbiamo ringraziare amministratori e staff per la gratuita e preziosa
collaborazione. Negli anni tantissimi amici ci hanno purtroppo lasciato,
ma li ricordiamo tutti e quest’anno vi è stato anche un atto significativo: la
signora Clementina Vellone
ha deciso di lasciare con destinazione testamentaria un suo appartamento di
Pallanza al Verbania Center. Un valore notevole che – ultimate le pratiche di
successione – andrà ad incrementare il nostro “Fondo Patrimoniale”.
La
ricordiamo con particolare commozione e con la preghiera.
RELAZIONE
FINANZIARIA
Ricordo che
dopo la costituzione del “Fondo
Verbania Center” presso la Fondazione Comunitaria del VCO le
disponibilità sono ora da dividersi in due diverse gestioni: quella “patrimoniale” (che va ad
incrementare il fondo iniziale di adesione alla Fondazione) e la “gestione corrente” dove
si versano i fondi raccolti e li si distribuiscono nelle diverse
iniziative.
Quest’anno
le ENTRATE
sono state notevolmente superiori all’anno scorso ed a tutti gli ultimi anni.
Sono stati raccolti 17.623
euro dei quali 1.546
destinati al FONDO PATRIMONIALE (che è stato così portato alla cifra tonda di
euro 75.000)
mentre 15.077
sono state versate al fondo corrente. Inoltre il “fondo patrimoniale” ha reso
quest’anno ben 6.206
euro di interessi che sono andati tutti ad ulteriormente incrementare il “fondo
corrente”.
Gli IMPEGNI complessivi
nell’anno sono stati pari ad euro 15.680
(vedi successivi dettagli) e pertanto il fondo di spesa corrente “disponibile”
è pari (alla data del 21.11.2025) ad euro 10.444. E’ però previsto che parte di
questa somma sia inviata in Myanmar (5.000 euro) già nelle prossime settimane.
In totale,
dall’inizio della sua attività e oltre a molti beni in natura, medicine ed
attrezzature, il Verbania
Center ha quindi superato come raccolta i 670.000 euro che, salvo i saldi
attuali e il fondo patrimoniale, sono stati tutti spesi nel tempo in oltre 100
iniziative concrete e diversificate localizzate in tante parti del mondo dall’
Africa all’America Latina, Medio ed Estremo Oriente ed Est europeo. Contributi tutti
“senza spese” perché ricordo che le nostre iniziative sono mirate e non hanno
nessun costo di amministrazione, viaggi, gestione o rimborso spese.
Facciamo il punto sulle iniziative in corso:
MYANMAR (ex
BIRMANIA)
La
situazione di questo paese (che ho visitato nel settembre 2024) è estremamente
difficile: sconvolto dalla guerra
civile quest’anno forse ricorderete che è stato colpito anche
da un tremendo terremoto. Il
VB Center opera nella periferia della capitale Yangon (ex Rangoon) alcuni
missionari del PIME (che lavorano in incognito, ufficialmente come “laici”)
guidati dal brasiliano p. Josè
Magro hanno realizzato un asilo in un quartiere cresciuto di
fianco (e sopra) alla discarica cittadina. Un’oasi dove sono ospitati 93
bambini/e tra i 3 e 5 anni (20 in più dell’anno scorso grazie al Verbania
Center e che ne ha assunto il mantenimento). Intorno c’è una situazione
ambientale indescrivibile tra fango e rifiuti, ma l’asilo è di una pulizia
incredibile e sarebbe molto importante poter accogliere anche qualche altro
bambino viste le richieste. Seguedoli meglio anche dal punto di vista
sanitario. A casa loro non hanno spesso nulla da mangiare, vivono in baracche
tra sporcizia e malattie e così - almeno una volta al giorno – hanno assicurato
un pasto decente. Mantenerli costa poco più di 1 (un) euro al giorno (!)
e quest’anno abbiamo complessivamente destinato all’iniziativa 8.000 euro, oltre a
portare via Bangkok medicine per i bambini per un valore di 680 euro (a prezzo di
costo), compreso un fondo straordinario di 2.000 “post terremoto”. Altri 5.000
euro (non conteggiati) sono in partenza.
MOZAMBICO:
NACALA E MACHAVA
In
Mozambico continua la collaborazione con le iniziative della suora salesiana
verbanese Maria Luisa
Spitti e delle sue consorelle. Quest’anno la zona è stata
colpita anche da un ciclone che ha scoperchiato molte case-baracche. Ci sono in
giro anche molti profughi che scendono dal nord dove le bande somali jihadiste
seminano orrore e morte tra le popolazioni cristiane, nel disinteresse
Complessivamente abbiamo inviato a Nacala 5.000 euro.
In
Mozambico opera anche la sorella di suor Maria Luisa (Luciana Spitti) una
dinamica laica che – nonostante seri problemi di salute - lavorava a Machava, nella periferia
di Maputo,
la capitale. Come vi ho già relazionato in passato in queste zone
periferiche è assolutamente carente l’assistenza sanitaria. Luciana è ritornata
in Mozambico pochi giorni fa e solo dopo una sua accurata relazione vedremo come
sia opportuno procedere. Intanto abbia consegnato 1.000 euro come fondo
per le manutenzioni ordinarie più urgenti. Vedremo se continuare ad investire
sul poli-centro ambulatoriale dove, dopo la realizzazione o ammodernamento dei
reparti di pediatria, oculistica, stomatologia e pneumologia è stata conclusa
anche la sistemazione del pronto soccorso.
BURUNDI
Già da tre
anni abbiamo ripreso contatti con il Burundi, dove abbiamo operato tanti anni
ai tempi di don Carlo e
Giancarlo Masseroni. Quest’anno abbiamo investito altri 500 euro in una
iniziativa di p. Isaie
Ntahouni che era il parroco a Kiremba ai tempi di don Carlo
Masseroni. Con questa piccola cifra è continuato così l’aiuto per l’avviato
allevamento di maiali da parte di una cooperativa di handicappati della
parrocchia che possono trarne un loro sostentamento e farne un piccolo
commercio.
COLOMBIA
Ricorderete
che da alcuni anni collaboriamo con il dr. Gianfranco Chiappo che opera nelle
periferie tra i ragazzi di strada di Cartagena ed è originario della nostra
zona. Sono stati destinati anche quest’anno 500 euro per una iniziativa che ormai è una
tradizione: il torneo di
calcio che a partire da dicembre ogni anno raccoglie centinaia
di ragazzi sbandati coinvolgendoli con squadre locali e italiane (c’è anche il
Verbania!), un bel modo per tenerli insieme. Ma la vera novità è che a ottobre
ho rivisto a Cartagena Mons.
Francisco Munera, (che dal 2024 è anche presidente della
Conferenza episcopale colombiana) che per me è però sempre “Pacho”, il soprannome
che gli avevamo dato quando negli anni ’80 era il giovanissimo viceparroco alla
missione di Loyangallany, sul lago Turkana - in Kenya - dove iniziò appunto
l’avventura del Verbania Center. Da tempo accennavamo a realizzare sotto il suo
controllo qualcosa di importante e dopo la visita sul posto si è deciso di
avviare una realizzazione concreta. Da diversi anni è cresciuta in zona una
specie di casa-albergo che accoglie la sera ex detenuti o persone sole che
hanno un lavoro, ma non hanno la casa e quindi possono così trovare un punto di
riferimento (a un prezzo simbolico) anziché rimanere sbandati. Ad oggi sono
assistite 40 persone e si vorrebbe ingrandire questa iniziativa. Stiamo facendo
preventivi per poter poi mantenere le promesse, ma “a regime” contiamo di poter
offrire circa 5.000 euro l’anno per contribuire a mantenere e potenziare la
struttura.
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LA “FILOSFIA” DEL VERBANIA CENTER
Ricordo la
"filosofia" che sta dietro alle nostre iniziative e che è
riassumibile in pochi punti:
1) nessun
tipo di spesa generale: tutto quello che si raccoglie lo si utilizza e lo si
rendiconta
2) Quando
i progetti sono destinati a delle specifiche comunità, il loro utilizzo non è
mai completamente gratuito, ma sempre soggetto ad un piccolo pagamento o a una
modesta retta di mantenimento, perché tutti siano responsabilizzati al
sacrificio e le iniziative siano ben mantenute. Nel caso di realizzazioni
importanti si sottoscrive un accordo con le autorità locali.
3) Ogni
intervento ha sempre un responsabile locale conosciuto e serio, che possa così
rispondere personalmente della qualità e della rendicontazione di quello che viene
realizzato ad evitare sprechi o cattiva manutenzione perché gli aiuti
internazionali sono pieni di fallimenti da “mordi e fuggi”. I soldi spesi vanno
impegnati bene e devono servire nel tempo.
Ormai oltre
15 anni fa il “VERBANIA
CENTER” si è trasformato da iniziativa spontanea a fondo
autonomo inserito nella Fondazione
Comunitaria del VCO che ha l’obiettivo di contribuire a
sostenere lo sviluppo sociale del nostro territorio e di promuovere la cultura
della solidarietà tra i cittadini del VCO e il mondo. UN GRAZIE A CHI COLLABORA
NELLA DIREZIONE DELLA FONDAZIONE PERCHE' IL LORO LAVORO E' DAVVERO
PREZIOSO! Le somme investite a patrimonio producono rendite destinate
anche al sostegno dei singoli progetti che vengono finanziati e gestiti con la
sezione corrente, raccogliendo
donazioni, contributi e lasciti di privati cittadini, enti e imprese.
Contattandomi potete avere ogni dettaglio,
Chi
desidera partecipare al progetto Verbania Center, può quindi contribuire con
una donazione
sul conto intestato a Fondazione Comunitaria del
VCO presso BANCA INTESA SAN PAOLO IBAN: IT81 O 03069 09606 1000 0000 0570
indicando però sempre: “al FONDO VERBANIA CENTER –
erogazione liberale di sostegno" (va sempre indicato per quale fondo si versi)
oppure
consegnandomela
personalmente o versandola sul conto a me intestato (Marco Zacchera c/o Intesa
Sanpaolo IBAN: IT34 I
0306922 4101 000 000 62288 ma indicando sempre “pro Verbania
Center”
ATTENZIONE:
LE OFFERTE AL VERBANIA CENTER VERSATE TRAMITE LA FONDAZIONE VCO SONO DETRAIBILI
AI FINI FISCALI
Un saluto a tutti e grazie !! Marco Zacchera



Sono nato a Verbania, sul Lago Maggiore, in una famiglia che da secoli ha le sue radici all’Isola dei Pescatori che è quindi da sempre la mia prima piccola patria.
Quando dopo qualche anno di università la Patria si è ricordata di me - allora la naja era obbligatoria – anziché mandarmi tra i paracadutisti - come speravo- mi ha spedito a Pontebba (Udine), a fare l’artigliere da montagna con il mulo al seguito. Pazienza, da allora ho portato la penna sul cappello (e sono con piacere socio dell’ANA) anziché il basco amaranto.
Quasi alla fine del servizio militare (ed era la prima volta che andavo a votare) mi sono candidato al consiglio comunale della mia città, mi hanno subito eletto e di lì ho cominciato la carriera, cresciuta – è il caso di dire – dalla gavetta: dal comune alla provincia, al consiglio regionale del Piemonte nel 1990. In quegli anni essere di Destra significava lavorare seriamente ma essere emarginati, ritrovandosi spesso da soli in un ruolo di dura quanto difficile opposizione, ma è proprio in quel periodo che ho maturato esperienza e rafforzato le mie scelte per costruire una politica che - allora come oggi - intendevo e intendo trasparente, impegnata e concreta. Amavo ed amo stare in mezzo alle persone, discutere con loro, vivere i loro problemi.
Nel ’94 la mia prima candidatura al Parlamento sostenuta e vinta con l'aiuto di oltre 110.000 piemontesi che mi hanno voluto a Montecitorio, unico eletto di Alleanza Nazionale in tutta la circoscrizione del Piemonte 2. La mia circoscrizione elettorale era composta da ben 7 province ma non ho mai mancato ad un appuntamento, ad un incontro.
Subito dopo l’elezione alla Camera Gianfranco Fini mi ha chiamato ad impegnarmi come dirigente nazionale di partito e sono stato così l’ultimo responsabile del dipartimento Organizzazione del MSI-DN prima della fondazione di Alleanza Nazionale e vi ricordate forse il famoso congresso a Fiuggi – quando è stata fondata AN - che ho organizzato proprio io come segretario generale del congresso.
Mi hanno poi rieletto alla Camera nel 1996 e nel 2001 nel collegio uninominale di Verbania-Domodossola, dove AN e la allora "Casa delle Libertà" hanno quasi sempre conquistato la più alta percentuale regionale. Sono stati gli anni più belli perchè con l'elezione diretta a deputato ero in rapporto diretto con i miei elettori che cercavo quindi di rappresentare bene ogni giorno.
Il mio collegio elettorale era terra di montagna e di laghi, ma non c'è un paese, una frazione e forse anche solo un gruppo di case dove io non sia passato, magari organizzando anche un incontro, un dibattito, una conferenza stando vicino ai problemi della "mia" gente soprattutto quando vi erano momenti di maggiore difficoltà. Organizzavo i miei "Rapporto agli elettori" nelle piazze o nelle palestre, nei saloni dei ristoranti o in quelli parrocchiali e cercavo sempre soprattutto di spiegare con parole semplici cosa succedeva a Roma e perché tante cose non si riuscivano a risolvere, così come per anni ed anni alla TV locale ogni settimana la mia rubrica "Onorevole, permette?" era aperta a tutti.
In quegli anni ho diretto l dipartimento Enti Locali di AN e, dal 2002, sono stato - fino alla fine della storia di Alleanza Nazionale - il responsabile del dipartimento Esteri in contatto (anche perché facevo parte della Commissione Esteri) non solo con moltissime figure politiche mondiali ma soprattutto con gli italiani che vivono nel mondo.
Dal 2001 fino al 2012 sono stato componente e anche presidente per cinque anni della delegazione Italiana alla UEO (Unione Europea Occidentale) che si occupava di difesa e sicurezza europea e sono stato membro del Consiglio d’Europa a Strasburgo.
Nel 2005 mi sono nuovamente laureato, questa volta in "Storia delle Civiltà" e sempre a pieni voti con una tesi sui rapporti nel campo della sicurezza tra Unione Europea ed USA dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Nel 2006 e nel 2008 sono stato rieletto deputato per un totale di cinque legislature e 18 anni passati a Montecitorio.
Leggendo qualcuno penserà ad esagerazioni ed invece no: lavorando seriamente si può fare tutto questo senza molti problemi (senza autista o auto blu!) e sono sempre rimasto stupito come nelle statistiche risultassi uno dei deputati più attivi per interventi o iniziative parlamentari perché davvero non mi sembrava di esagerare, ma solo – appunto – di impegnarmi seriamente visto d'altronde lo stipendio che ci davano e che imponeva impegno e responsabilità.
Come ho scritto in uno dei miei libri, "STAFFETTE", che ho dedicato ai giovani di oggi (e che vi invito a leggere perché racconta un po’ tutto di me e della politica di questi anni) non ho mai amato l’apparato del potere, i lussi inutili, gli sprechi di quel mondo falso e senza onore che sta da tempo distruggendo l’anima della gente e la natura intorno a noi. Concetti che riprendo anche in "INVERNA", un nuovo titolo uscito nell’autunno 2012.
Nella mia vita ho avuto la fortuna di viaggiare (per ora) in 139 paesi del mondo ma una svolta importante nella mia vita è venuta nel 1980 quando ho iniziato a lavorare in Africa sul Lago Turkana, in un villaggio di poveri pescatori insegnando loro a pescare. Da allora mi sono reso conto che i problemi non sono mai solo personali, ma anche di tutta l’umanità e che dobbiamo essere comunque grati e contenti verso il "Grande Capo" per tutto quello che abbiamo e che troppe volte diamo per scontato.
Per dare una risposta concreta ho così fondato i VERBANIA CENTER che operano dal Kenya al Mozambico, dal Burundi al Sud America e che oggi sono organizzati in un "Fondo" all'interno della Fondazione Comunitaria del VCO. In oltre 40 anni abbiamo realizzato più di 100 iniziative di sviluppo sociale ed investito oltre 700.000 euro.
Dal Darfur all’Afghanistan, dal Burundi a Timor Est, dal Corno d’Africa al conflitto Mediorientale ho anche visto e vissuto direttamente anche i drammi di tante guerre dimenticate,così come la realtà di tantissimi italiani all’estero che meriterebbero ben più attenzione e rispetto e che invece troppe volte in patria non sono assolutamente considerati.
Credo che si debba essere sempre delle persone semplici: il titolo di onorevole o quello di commendatore non mi sono mai piaciuti, non per niente i miei genitori mi hanno chiamato Marco, il che suona molto meglio e se non mi conoscete di persona ed avrete occasione di contattarmi per favore chiamatemi così.
Qualcuno dice che sono stato un deputato e un politico anomalo... non so, io so soltanto che di dentro mi sento davvero sempre il ragazzo di una volta, quello che parlava al megafono tra le urla (o peggio) nelle assemblee studentesche oppure che prendeva la parola solo contro tutti in consiglio comunale e vorrei ancora essere capace di cambiare sul serio, in meglio, questa Italia che amo e la nostra società dove ci sono ancora tante, troppe ingiustizie.
Anno dopo anno, però, ho scoperto che non sono le ideologie a fare le differenze, ma la qualità delle persone e ne ho trovate di valide e corrette in ogni formazione politica.
E' stata una grande avventura, un onore ed un orgoglio e nel 2012 - anche se avrei potuto rinviare questa scelta - ho anche volontariamente lasciato Montecitorio per svolgere questo incarico a tempo pieno. Per quattro anni ho dato tutto me stesso per la mia città, senza orari né limiti, cercando (gratis) di aiutare e di ascoltare sempre tutti con il massimo impegno possibile. Certo non ho mai fatto discriminazioni di alcun tipo e mi spiace che a volte qualche avversario (ma soprattutto qualche collega di centro-destra) non abbia capito che amministrare una città significa andare ben al di sopra delle opinioni politiche.
Nel 2013 ho scelto di dimettermi da sindaco perchè la mia maggioranza (come il centro-destra a livello nazionale) si era divisa, ma soprattutto sono stato spinto a farlo – e ne ho poi avuto conferma dalle indagini giudiziarie – perché alcune persone a me vicine avevano tramato contro di me diffondendo maldicenze e assurdità: una pagina brutta, una grande sofferenza e delusione che mi ha ferito profondamente.
La “Giustizia” degli uomini mi ha dato completamente ragione ma mi è rimasto il peso di essere stato costretto a lasciare un incarico al quale tenevo, dove ci mettevo il cuore senza risparmiarmi. Ci tenevo perché mi avevano eletto quei miei concittadini che, a larga maggioranza, mi conoscevano di persona e avevano avuto fiducia in me , passano gli anni ma e' una ferita che non si e' rimarginata.
Ho così concluso la mia carriera elettiva ma ho continuato nei miei impegni perché ci sono infinite cose da fare.